Programma della disciplina: Graphic design [B] A.A. 2021-22


Disciplina: Graphic design [B] A.A. 2021-22
Docente: Donato, Faruolo
E-mail: donato.faruolo@albertina.academy
Livello: biennio
Piani di studio di riferimento: pai
Area disciplinare:

ABPR19

Descrizione corso:

1. Contesto e obiettivi

Il corso di Graphic design ipotizzato intende potenziare gli strumenti tecnici e culturali acquisiti dagli studenti e dalle studentesse nei precedenti corsi di studio offrendo loro l’opportunità di un’applicazione espressiva – e quindi profonda e giustificata – delle proprie competenze nell’ambito della progettazione grafica e delle comunicazioni visive.
Assunto che si siano acquisiti strumenti tecnici e metodologici per la conduzione di un progetto grafico, il corso intende offrire un’opportunità per riflettere sulle sue ricadute in termini sociali e culturali e sul ruolo che la progettazione grafica può svolgere in termini di contributo intellettuale alla definizione della contemporaneità.
Cardine del corso sarà la necessità di conoscere la storia e le valenze culturali ed espressive delle forme tipografiche per un loro utilizzo consapevole nella sfera pubblica, ponendo le basi per la costruzione di professionalità capaci di circoscrivere precise responsabilità sociali e intellettuali per il proprio lavoro di designer.

2. Strumenti e metodologie

2.0 Preamobolo per l’anno 2021 — 2022

Considerato il cambio di docenza con il corso già in fase avanzata e la conduzione prevalentemente in remoto delle attività, gli studenti e le studentesse devono proseguire l’anno accademico secondo le seguenti opzioni:

per quanto riguarda l’area teorica, seguire e studiare quanto indicato nel presente programma, con relativa acquisizione delle conoscenze relative alle lezioni teoriche e alla bibliografia necessaria indicata;
per quanto riguarda l’area progettuale, è possibile scegliere di portare a compimento il progetto già avviato, sostituirlo con uno dei percorsi progettuali suggeriti in questo programma, o, in caso di lavori già avanzati, decidere di portare a compimento il progetto precedente e in aggiunta avviarne uno nuovo secondo programma.

Durante le prime lezioni gli studenti e le studentesse avranno modo di presentare il proprio percorso didattico, illustrare i propri lavori e valutare con il docente il percorso da condurre.

2.1 Area teorica

La prima area del corso è costituita da una serie di lezioni teoriche incentrata sul peso culturale, sociale e politico che le forme della tipografia hanno rivestito nel corso della storia e rivestono nel contesto odierno: la capacità di incarnare e trasmettere valori di carattere collettivo e identitario, il loro valore persuasivo e comunicativo, la profonda connessione con ideologie e forme del pensiero, la loro capacità di dare visibilità e applicazione a ogni forma di potere ed egemonia sono le ragioni stringenti per cui un professionista della grafica non può prescindere dalla conoscenza dei sottotesti della tipografia che necessariamente influiranno su una concezione informata del proprio lavoro e sull’efficacia dei propri progetti. In relazione alle necessità espresse dagli studenti, si dedicheranno momenti calibrati, collettivi e/o individuali, per colmare lacune e dubbi riguardo agli strumenti per la corretta impostazione di un progetto grafico e/o editoriale, sia sul fronte tecnico (programmi, funzioni, formati, gabbie, stili…), sia sul fronte stilistico (formattazioni, microtipografia, drammaturgia del libro).

2.2 Area progettuale

La seconda area del corso è incentrata sulla progettazione di un processo comunicativo più o meno complesso basato su un manufatto che ruoti intorno alla sfera editoriale. Sarà verosimilmente una delle prime occasioni in cui si avrà l’opportunità di costruire la fonte e la forma del proprio lavoro in un unicum che induca da una parte a considerare la complessità del processo in tutti gli elementi che ne compongono la drammaturgia, dall’altra a dover costantemente porre a verifica gli strumenti espressivi impiegati in relazione all’esigenza espressa di un progetto in cui il contenuto non è disgiunto dal contenitore ed è veicolato pariteticamente tanto da un elemento “fonte” quanto da un elemento “forma”. È un lavoro che riflette sulla mutazione della funzione del progettista nel contesto odierno, in cui sempre più spesso il “grafico” acquisisce ruoli di regia o di redattore/curatore di processi. In tal senso il progetto grafico è inteso come un dispositivo interconnesso con una realtà sociale, culturale, economica, antropologica, ossia è concepito come un congegno progettato con specifiche aspirazioni di interazione e modifica di un contesto in cui si inserisce, facendone emergere problematiche, potenzialità, indirizzi, rimossi.

Gli studenti e le studentesse avranno la facoltà di lavorare in gruppo o individualmente su un’ipotesi progettuale “A” o “B”, oppure individualmente sulle ipotesi progettuali “C” o “D”, di seguito illustrate. Eventuali eccezioni verranno valutate in relazione alla complessità dei progetti proposti e in base alle ipotesi di ripartizione del lavoro. Tutte le ipotesi proposte provano a fare in modo che le modalità progettuali scelte partano dalle ragioni fondanti della motivazione personale di ogni progettista: è ritenuto infatti necessario che lo studente o la studentessa abbia una forte empatia rispetto alla conduzione del progetto allo scopo di ridurre al minimo la distanza tra le proprie potenzialità tecniche e immaginative e le esigenze espressive di una comunicazione efficace. Sarà quindi un banco di prova, nell’ambiente protetto di un laboratorio di sperimentazione, per la ricerca di un (proprio) registro della comunicazione visiva. A seconda del contesto si sceglieranno formati, materiali, espedienti espressivi adeguati alla produzione di un vero dispositivo di comunicazione, curato in modo critico in ognuna delle sue componenti, anche relativamente alla sua fruibilità da parte di un pubblico, alla sua tenuta in termini economici e alla sua sostenibilità nell’ambiente delle comunicazioni. Sarà possibile utilizzare ogni tecnica, purché la scelta sia argomentata e coerente con gli scopi progettuali.

Anche allo scopo di favorire la conoscenza reciproca e la coesione del gruppo, sono previsti uno o più momenti di confronto collettivo in cui gli studenti e le studentesse dovranno discutere di fronte alla classe le proprie scelte con una breve presentazione che metta in luce il concept, il target, le strategie processuali sottese alla riuscita comunicativa del progetto, una descrizione del suo tono e del suo ambiente estetico/semantico. Questo allo scopo di sollecitare la capacità di comunicare le proprie idee, di argomentarle e metterle in discussione alla prova dei pubblici, e soprattutto di immaginare l’oggetto progettuale per prevederne il comportamento nella sfera pubblica, fissando così uno scopo a cui tendere e provando a considerare incognite e difficoltà. Studenti e studentesse dovranno esprimersi evidenziando virtù e mancanze nei progetti illustrati, esercitando capacità di analisi, di immedesimazione e di critica.

L’obiettivo è condurre quindi lo studente o la studentessa fino alla gestione dell’eventuale processo di stampa e/o confezionamento dell’oggetto editoriale.

Fondamentale sarà il coordinamento con i curriculum di studio degli studenti e delle studentesse e con le attività svolte durante i corsi propedeutici e le altre aree disciplinari accademiche toccate. Anche a tale scopo potrebbe essere sottoposto un test di ingresso a puro scopo conoscitivo.

2.3 / A / intervista
Il grafico come agente per l’emersione dei racconti

Gli studenti e le studentesse, singolarmente o in gruppi, sceglieranno il soggetto per una pubblicazione: si tratterà del racconto di una storia ritenuta particolarmente rilevante tramite un’intervista su fatti di valenza affettiva e/o storica, collettiva e/o individuale. È utile eventualmente ipotizzare un oggetto comunicativo che abbia una vita reale nel contesto sociale, che risponda a bisogni esistenti, che possa concretamente avere opportunità di diffondersi, che intercetti temi di interesse comune, contemplando questi fattori tra gli aspetti strutturanti del progetto.
A tale scopo è possibile immaginare la più ampia libertà sul formato e sulle tecniche da utilizzare, oltre che sui supporti da affiancare all’oggetto editoriale e sulle strategie di diffusione.

2.3 / B / antologia o atlante
Il grafico come operatore di classificazioni, tassonomie, architetture di informazioni

Accanto alle modalità del racconto costruito ipotatticamente, secondo una gerarchia informativa, argomentata, con sviluppi lungo la linea diacronica, temporale, di uno “sfoglio” ordinato, coerente, esistono anche racconti paratattici, ossia che si sviluppano per giustapposizione una accanto all’altra di parti che sono gerarchicamente pari, e che costituiscono un’esperienza di lettura che può essere non lineare, esplorativa, casuale, talvolta priva di gerarchie, in cui gli elementi si dispongono lungo lo sfoglio secondo parametri che non hanno a che fare con una consequenzialità.
Può essere questo il caso dell’antologia o dell’atlante, dispositivi di classificazione di una serie di elementi che vengono riconosciuti secondo una qualche uniformità o attinenza e vengono inseriti in opere compilative. I prototipi di questi atlanti sono, per esempio, Mnemosyne, di Aby Warburg, in cui gli elementi della storia dell’arte si dispongono secondo parametri non più crono-geografici, ma che attraversano trasversalmente la storia tramite forme e tematiche metastoriche utilizzate come guida; oppure Misurazioni, di Mario Cresci, un libro in cui si produce un racconto di un contesto sociale ricorrendo a una varietà di linguaggi e di fonti giustapposte senza diretti nessi logici, senza gerarchie rigidamente strutturate e senza l’obiettivo di dimostrare una tesi.
Si propone la costruzione di un proprio personale atlante/antologia sulla base di una peculiare prospettiva o sulla base di una tematica che indaghi il mondo delle proprie passioni o della propria realtà più prossima, attraverso tutte le tecniche e i registri che si ritiene opportuno utilizzare, e nell’architettura e nella forma più coerente a trattare la chiave utilizzata.

2.3 / C / city branding
Il grafico come elaboratore di istanze di rappresentazione, identità, cultura condivisa

Il contesto del branding per le città, gli stati e i luoghi della sfera pubblica e condivisa muove sempre intorno a sé animanti ma non troppo profondi dibattiti per ogni nuova uscita di progetti di comunicazione territoriale. Perché?
Perché accanto alle finalità di carattere meramente turistico, afferenti al puro marketing di un prodotto in un mercato più o meno globale, il terreno della “contesa” turistica diventa inevitabilmente anche un terreno di contesa identitaria, nel bene e nel male.
Da una parte il mercato del turismo assolve una serie di istintualità competitive che vedono i territori definirsi come non-altro, sublimando la competizione calcistica o addirittura quella bellica nella capacità di affermarsi economicamente e negli immaginari. Dall’alta l’incontro con l’altro è sempre il momento della “performance” di un’identità, il momento in cui anche i comuni abitanti tentano di rappresentarsi al meglio di fronte a occhi stranieri o addirittura di assecondare le aspettative di un turista che spesso cerca più conferme che scoperte.
Esiste la possibilità di coniugare efficacia comunicativa, capacità di generare e/o gestire icone territoriali, rispondere adeguatamente alle istanze identitarie e contemporaneamente conservare un approccio intellettualmente onesto, critico, che schiuda e non costringa gli immaginari territoriali?
Si chiede di sviluppare un progetto di comunicazione in ambito territoriale che sappia offrire visioni critiche e applicare metodologie e processualità originali in relazione alle problematiche sollevate.

2.4 / D / musica
Il grafico come delineatore di contesti semantici

Sempre più spesso il mercato della musica necessita di raccontare in modo ampio e articolato un preciso contesto estetico e semantico legato al prodotto musicale. Ogni progetto discografico è introdotto da un videoclip diffuso tramite le reti sociali – imprescindibile facilitatore dell’empatia attraverso il racconto per immagini –, si concretizza in tour con una specifica drammaturgia e scenografia, si comunica con vere e proprie “performance” tramite le reti sociali più diffuse come Instagram, Facebook, Twitter, TikTok, Twich, e riscopre sempre più spesso una cura dell’oggetto fisico che convinca gli utenti del valore dell’acquisto materiale oltre che della fruizione digitale.
Allo studente e alla studentessa è richiesto di scegliere un album o un progetto musicale verso cui si nutrono particolari sentimenti di legame e a reimmaginarne da zero l’interfaccia comunicativa, partendo così dall’esperienza acustica e dai contenuti testuali per la costruzione di un sistema visivo che reinquadri l’oggetto discografico secondo una strategia inaspettata e alternativa rispetto al corso che ha già avuto sul mercato e nella cultura collettiva.
In particolare si dovrà progettare l’immagine grafica legata all’identità dell’artista, l’immagine del progetto musicale, un’edizione speciale del supporto fisico (sia esso CD, vinile o altro supporto di memoria), una campagna attraverso le reti sociali, eventuali videografiche, gadget o qualsiasi altro output sia ritenuto utile alla comunicazione del progetto musicale.

Bibliografia:

Viste le specifiche finalità del corso, lo studio della bibliografia necessaria è ritenuta parte fondamentale del processo di acquisizione di conoscenze e metodi della progettazione grafica. Non vengono proposti manuali in senso stretti, con i quali gli studenti e le studentesse avranno già avuto contatto e che in ogni caso potranno essere reperiti e studiati in autonomia, ma testi focalizzati principalmente nell’inquadramento delle ragioni culturali della forma tipografica e del graphic design.

Necessaria

Robin Kinross, Tipografia moderna. Saggio di storia critica, Stampa alternativa, 2015
Robert Bringhurst, Gli elementi dello stile tipografico, Bonnard, 2001

Facoltativa

Carlo Vinti, Gli anni dello stile industriale. 1948 — 1965, Marsilio, 2007
Cinzia Ferrara, La comunicazione dei beni culturali, Lupetti, 2007
Sergio Polano, Pierpaolo Vetta, Abecedario. La grafica del Novecento, Mondadori Electa, 2007
Sergio Polano, Paolo Tassinari, Sussidiario. Grafica e caratteri moderni, Modandori Electa, 2010
Ellen Lupton, Thinking with type, Princeton Architectural Press, 2010
Josef Muller-Brockman, Grid systems In graphic designs, Arthur Niggli, 2009
Jan Tschicold, Sulla forma del libro, Bonnard, 2003
Riccardo Falcinelli (a cura di), Filofosifa del graphic design, Einaudi, 2022

Alcuni riferimenti per la musica e il packaging

Julius Wiedemann, Francesco Spampinato, Art record covers, Taschen, 2017
Studio Stolte Design (a cura di), Mille soluzioni grafiche per la comunicazione musicale, Logos, 2008
Edward Denison, Progetti di packaging, Logos, 2007
Charlotte Rivers, Poster art. Innovazione e design dei manifesti, Logos, 2007

Ulteriori testi saranno consigliati agli studenti in relazione alle necessità di approfondimento dettate dai progetti condotti.

Orari

Primo semestre

Martedì: 09:00 - 13:00, 14:00 - 18:00

Secondo semestre

Martedì: 09:00 - 12:00, 14:00 - 18:00

Orario di ricevimento:

Su appuntamento, dopo le lezioni o via mail.
Classroom codice: nf74ges
Mail: donato.faruolo@albertina.academy

Previsti esoneri: No
Previste revisioni:
Informazioni revisioni:

Le revisioni avranno luogo nella giornata di martedì pomeriggio.
Classroom codice: nf74ges

Altre informazioni:

Le lezioni del secondo semestre continueranno a svolgersi in remoto con appuntamenti concordati in presenza.
La classe del corso sulla piattaforma Google Workspace è indicata dal codice nf74ges.

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